Quale impegno per la giustizia globale?

Un richiamo al G8 dalle ONG e dalle organizzazioni cristiane

 

Introduzione

Nel 2000, adottando la Dichiarazione del Millennio, 189 leader mondiali si sono impegnati ad eliminare la povertà estrema. Lo hanno fatto impegnando i propri governi a raggiungere 8 Obiettivi concreti entro il 2015: dimezzare la povertà estrema e la fame; raggiungere l’istruzione primaria universale, promuovere l’uguaglianza di genere, diminuire la mortalità infantile, migliorare la salute materna, combattere l’HIV/AIDS, la malaria e le altre malattie, assicurare la sostenibilità ambientale, sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo.  Sono obiettivi che impegnano tutti noi - nazioni, imprese, chiese e società civile - a costruire un futuro sostenibile e responsabile.

L’Alleanza Evangelica Italiana (AEI)  e Coevema riconoscono in questi obiettivi un richiamo simile a quello dei profeti biblici e dell’insegnamento di Gesù nei confronti dei poveri.  Nella prospettiva della missione olistica e globale l’AEI e Coevema vogliono sostenere la Sfida di Michea – una campagna globale per mobilitare i cristiani contro la povertà.

In occasione del G8 a L’Aquila (luglio 2009), costretti dall’impegno inequivocabile del Vangelo per la giustizia, l’integrità e l’amore, l’AEI e Coevema riaffermano il loro impegno di stare vicino coloro che soffrono la povertà e l’oppressione, lavorando per  tutelare la dignità umana in tutte le sue forme.

Riguardo gli Obiettivi del Millennio, siamo consapevoli che del lavoro è stato fatto e, indubbiamente, ci sono dei progressi nella diffusione dell’istruzione primaria, nel combattere la malaria, l’HIV/Aids  e altre malattie. Rimaniamo, però, molto preoccupati  - a poco più di cinque anni per il 2015 – a motivo della sostanziale distanza che ancora rende molti obiettivi irraggiungibili e non credibili.

Apprezziamo senz’altro l’impegno  e la mobilitazione  di risorse che molti Governi e diverse Istituzioni internazionali hanno attivato per fronteggiare l’attuale crisi globale. Non possiamo però ignorare come ancora oggi molti esseri umani e moltissimi bambini muoiono ogni giorno per cause assolutamente prevedibili e difficoltà facilmente risolvibili. Non possiamo evitare di pensare e dolerci di come ancora oggi quasi tre miliardi di persone sopravvivono con un reddito inferiore ad una manciata di euro al giorno. Crediamo che tutto questo sia un’offesa a Dio, una vergogna per i Governi, le Istituzioni democratiche e la società civile tutta.

Impegno

- noi cristiani presenti all'incontro tenutosi a L’Aquila - sede del G8 2009, città segnata dalla sofferenza e dalla distruzione dovuta al tragico terremoto, adesso determinata nella ricostruzione -  impegnati in varie forme di servizio al prossimo a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale;

- abbiamo riletto gli Obbiettivi del Millennio sottoscritti da tutti gli stati dell'ONU e abbiamo tristemente rilevato che essi sono rimasti per massima parte belle parole, con pochi risultati raggiunti e scarse prospettive di risultati significativi;

- abbiamo rinsaldato il nostro impegno nei confronti della Sfida di Michea, un network mondiale che ha come sogno di vedere gli Obbiettivi del Millennio diventare realtà entro il 2015;

- facciamo appello al G8 e alle autorità rappresentate in questo summit affinché passi avanti siano fatti in una direzione giusta nel segno della giustizia globale e della dignità umana;

- ci impegniamo a continuare in questa missione nelle attività che ciascuno svolge per il bene del prossimo.

Nella grazia di Dio

Per  “colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo”.  Efesini 3,20

 

L’Aquila, 7 luglio 2009

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